Ci sono quelle situazioni imbarazzanti, per Ermione, a cui proprio non riesce a porre rimedio.
In particolare ciò che imbarazza la ragazza è il trovarsi costretta a interagire con delle persone che conosce poco, o non conosce affatto.
Quello che capita spesso è che un suo amico, una sua amica o il suo ragazzo accettino un invito a cena a casa di altri amici con cui lei però non ha confidenza.
Per carità, trova tutti molto simpatici, sono tutte bravissime persone, molto colte, interessanti davvero; ma questo non basta a Ermione per sentirsi a suo agio! Anzi, forse proprio la grande cultura della maggior parte di loro la mette a disagio, la fa sentire un gradino al di sotto. Ha studiato, certo, sa bene di non essere la persona più ignorante tra quelle che conosce, ma il non essere al pari degli altri in una tavola di cinque persone, è abbastanza per lei, per non sentirsi totalmente a suo agio.
Ermione lo sa: se parli poco, esisti poco.
È lei a doversi inserire nelle discussioni, a dover esprimere le proprie idee, le proprie opinioni. Ma lei di economia, di grandi e piccole aziende, sinceramente, non capisce nulla. E piuttosto che dire una scemenza o, PEGGIO, una banalità, Ermione tace.
Non lavora e lì tutti in un modo o nell'altro, possono raccontare delle loro esperienze lavorative; sta studiando cose che hanno già studiato anche gli altri, non desterà certo interesse raccontando dei suoi esami. Certo avrebbe voluto avere 20 anni, per un attimo, così da giustificarsi le proprie mancanze, ma così non è, quindi Ermione sente il peso della propria presenza lì. Per colpa sua.
Un piccolo sospiro di sollievo Ermione lo ha quando le viene rivolta una domanda diretta sul proprio vegetarianesimo. Ermione è felice della sua scelta e nonostante spesso si trovi davanti a personaggi di dubbio gusto che passano il loro tempo cercando di farla passare per quella che, sicura di una sua superiorità etica o morale, si pone un gradino sopra gli altri, sa che quello non è un ambiente di questo tipo. Molti adesso sono aperti ad ascoltarla, non sogghignano e non la guardano con quel fastidio che si prova per un qualsiasi "diverso".
Questo però non basta ad evitare che, come al solito, si instauri il giusto contesto per parlare delle violenze sugli animali, viste o testimoniate, o di come si uccidano gli animali da macellazione o di quanto ci si divertisse da bambini a torturarli, anche se adesso non lo si farebbe mai. E a quel punto Ermione sa cosa fare. Il muro. Apre gli occhi, guarda tutti, annuisce e accenna qualche sorrisetto imbarazzato, tutto senza aver ascoltato una sola parola. Ha imparato ad ascoltare così come si guarda con la coda dell'occhio. Percepire senza sentire e intanto osservare.
Anche il suo ragazzo, sempre attento a quest'argomento in sua presenza, in fondo si lascia trascinare, ma Ermione non ascolta nemmeno lui.
Ermione a volte è felice di stare sola. A volte si cruccia di non starci abbastanza.
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